La Lessinia ed il Carega di Eugenio Cipriani

In vista della nuova presentazione della guida dei Monti Lessini e del Carega di Eugenio Cipriani, da noi vi riproponiamo il bell’ articolo di Paolo Mozzo uscito nella pagina 22 dell’ Arena del 19 luglio con il titolo “ANDAR per MONTI- Sentieri e Vie segrete tra Lessinia e Carega ” -

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In Lessinia al tramonto: Cipriani propone tracciati escursionistici e itinerari alpinistici  …

Montagne di casa. È una malattia cronica che colpisce chi, per scelta, vive in salita. Eugenio cipriani, un lungo curriculum alpinistico, decine di vie aperte tra Prealpi, Dolomiti e non solo, con quel «morbo» convive. Un po’ segue la linea sottile di uno strapiombo invisibile ai più; spesso ritorna (riposo?) ai sentieri e ad altri itinerari che lo ossessionano: sull’onda dei ricordi o perché sono lì, giusto fuori dalla finestra nelle giornate serene. «Escursioni sui monti Lessini e nel Gruppo del Carega», edizioni Cip, la sua ultima fatica, nasce da tutto ciò. Il bisogno di chi spesso si allontana ma, legato a una corda invisibile, deve, non può fare a meno di ritornare.
Il manuale, che sta senza peso nella tasca di uno zaino affardellato, segue una linea ideale: dalla Valdadige alle valli di Mezzane, Illasi, Tramigna, Alpone e Chiampo. Con in mezzo, svettante, quel gruppo che, con il Baldo, è la montagna veronese: il Carega. O meglio, disserta cipriani, «la Carega»: perché, spiega, il cimbro «Kar-egge» sta per «cima delle conche rocciose», quindi si tratta di una lei, una montagna al femminile. Lo sosteneva, nel 1982, anche Gianni Pieropan, con qualche scandalo: e l’autore con lui, anche se ora ammette di non capire ma di adeguarsi. In ossequio alla pax alpinistica va bene pure l’articolo «il» Kar-egge.
Il volume, spiega cipriani, è dedicato soprattutto a chi «in questa fetta di Prealpi fra l’Adige e la valle dell’Agno» ama escursioni che non richiedano «viaggi d’avvicinamento lunghi e dispendiosi». Ce n’è per tutti. Con un «plus» etico che di solito i manuali-guide escursionistici sottovalutano: l’onestà. Inutile e pericoloso spacciare qualsiasi tracciato come buono per tutti, dal turista per caso alla famiglia in fuga dalla calura. cipriani, onore suo, spiega tutro in modo chiaro, sopravvalutando piuttosto che sottostimando, dice dove stanno e quali siano i pericoli. I Lessini e il Carega sono dietro casa ma sono montagne, non «fun park» domenicali.
C’è, nell’ideale concatenazione di oltre un’ottantina di itinerari, la volontà dell’indagine: il Corno d’Aquilio (con Rocca Pia e il Mozzo) occupano diverse pagine. Svelano il lato oscuro, severissimo a tratti, di quei profili che appaiono banali visti dalla finestra di casa. Posti di cui, magari, si è sentito parlare, come il Vajo dei Colori, ma senza averne mai una descrizione oggettiva.

Ovvero: le parole e i dettagli che possono decidere tra il «vado» e il «non vado». E se cipriani si spreca nel distribuire «tratto chiave – primo grado», perentori «sconsigliabile», oppure specifica «funi metalliche e scale» non è un caso: troppe guide-manuali spediscono, all’insegna del tutto facile, i neofiti in situazioni dove, con qualche dettaglio in più (un tratto esposto, nel giorno sbagliato, può mettere in difficoltà anche un esperto), si sarebbero potute evitare disgrazie o interventi inutili del Soccorso alpino del Cai.
Il consiglio di uno che «vive in salita» fa comunque la differenza. Lo si percepisce, negli itinerari di cipriani: l’attenzione verso chi andrà, chi sceglierà di seguirlo sulle montagne di casa. Un manuale non potrà mai regalare l’esperienza: quella si acquista, senza euro, ma a spese proprie, in sudore, fatica e spesso paura. Ma l’onestà del racconto, quella sì, vale il prezzo. Il resto, guardando dalla finestra ai monti, ciascuno sceglie di giocarlo da sé.